Benvenuti al webinar Accompagnare alla morte: il mestiere della doula, dedicato a un tema profondo e sensibile: la figura della doula della morte. Esploreremo, assieme alla conduttrice Linda Alfano, psicologa, il ruolo di questa figura fondamentale nell’accompagnare le persone verso la fine della vita offrendo supporto emotivo, psicologico e fisico sia alla persona che sta per affrontare la morte, sia ai suoi familiari.
Non perdete questa intensa occasione di confronto e di crescita!
Vi aspettiamo, venerdì 11 aprile dalle 18:00 alle 19:30.
- Iscrizioni (entro e non oltre le h 13:00 del 10 Aprile: https://www.unosguardoalcielo.com/accompagnare-alla-morte-il-mestiere-della-doula/
- Informazioni: Dott.ssa Alessandra Chiaromonte – conversazionilutto@unife.it
Presentazione del webinar “Accompagnare alla morte: il mestiere della doula”
Linda Alfano, psicologa
Per rispondere al bisogno crescente della società contemporanea di recuperare il contatto con le radici umane e di colmare il vuoto lasciato da una tecnologia che, pur prolungando la vita, ha spesso reso più difficile il confronto con i temi della sofferenza e della morte, a Genova, nell’ambito delle attività della So.Crem. (Società genovese per la Cremazione, nata nei primi anni del XIX° secolo e recentemente divenuta Ente del Terzo settore) per la prima volta in Italia, è stato istituito un innovativo corso biennale per la formazione della Doula del fine vita (End of life Doula).
Questa iniziativa è nata sulla scia della progressiva e crescente affermazione, in Italia, come in altri paesi europei e nord americani, della Doula, e cioè di quella figura che già dall’antichità forniva un sostegno alle donne, specie in occasione del parto e del puerperio, e che in tempi moderni ha ampliato le sue competenze, per rispondere a esigenze di accompagnamento e sostegno anche nei confronti di persone fragili, che si trovano ad attraversare fasi difficili di passaggio dei cicli della vita, ed in particolare che si avvicinano all’evento della morte.
Si può pertanto parlare attualmente anche di una “Doula del fine vita”, una figura che non dispone ancora di un riconoscimento istituzionale, ma la cui evoluzione e la cui affermazione rappresenta certamente un avanzamento culturale, che intercetta il bisogno sociale che ruota al tema della morte.
La Doula con le sue pratiche, con le sue ritualità, può favorire percorsi di educazione al dolore, all’istituzionalizzazione, ai saluti, promuovendo cultura attorno al tema della malattia, della fragilità, della morte, provando a riempire gli spazi lasciati vuoti dai processi di nuclearizzazione della famiglia, dal restringimento delle reti sociali e da un’assistenza sanitaria rimodulata in funzione dei processi di medicalizzazione e aziendalizzazione.
La società moderna è sempre più popolata da persone anziane e le persone anziane sono spesso accompagnate da malattie, a volte con lunghe terminalità, che aprono ad una nuova pagina di vita, che chiedono una differente ed inedita interpretazione del vivere.
La Doula del fine vita ha lo specifico compito di individuare, promuovere, sviluppare in modo creativo le capacità residue – cognitive, affettive, relazionali, spirituali- delle persone che sperimentano condizioni di fragilità e malattia, muovendosi operativamente sia in ambiti organizzati, quali i servizi ospedalieri, le case di cura e gli hospice, sia in contesti informali e occasionali.
La Doula del fine vita si delinea come una figura complessivamente incerta, costantemente in via di definizione, restia a qualsiasi tentativo di stabilizzazione all’interno di una rassegna esaustiva di compiti e funzioni; una figura liquida caratterizzata da una “debolezza” strutturale, debolezza che costituisce la sua forza intrinseca, poiché consente una costante apertura di possibilità, una ricerca interrotta sul senso dell’accompagnamento, sulla messa in discussione del suo orizzonte, tenuto conto delle esperienze di vita e degli obiettivi dei soggetti ritenuti destinatari e/o co-costruttori dell’intervento.
La condizione di incertezza nasce anche dalla necessità di trovare ogni volta risposte nuove alle trasformazioni culturali, politiche, scientifiche che si sono susseguite negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale e che hanno profondamente modificato lo scenario economico-sociale e i contesti di vita delle persone, con il passaggio da un’assistenza particolaristica, finalizzata a garantire i livelli minimi di sopravvivenza ad aree disagiate di popolazione, ad un sistema di servizi rivolti alla generalità dei cittadini, con ampliamento progressivo del campo di attenzione e di azione, oltre i bisogni primari delle persone.
È così che sono sorte, specie nelle società industrializzate, numerose e diverse specializzazioni dell’assistenza, che si sono progressivamente affiancate alle funzioni tradizionali dell’infermiere e del medico e che hanno esteso il loro intervento, non solo alle cure fisiche, ma anche ai bisogni più profondi e complessi, secondo le molteplici e differenti concezioni della vita.
Tra questi nuovi percorsi di accompagnamento, di sensibilizzazione, di ascolto, di presenza, la Doula del fine vita intende operare in favore di quegli individui che non dispongono, o non dispongono adeguatamente di un sistema di appartenenza familiare, lavorativo, sociale, ovvero quando, come nelle malattie croniche ingravescenti, gli interventi specialistici degli operatori della salute risultino insufficienti o inefficaci.
Questa dimensione dell’accompagnamento richiede una sensibilità di base, una specifica formazione e costanti pratiche di aggiornamento che integrino gli elementi formativi teorici con quelli esperienziali e pratici, tenuto conto di un’operatività, quella della Doula del fine vita, che è costantemente esposta a una molteplicità di avvenimenti che coinvolgono valori, competenze, saperi, comportamenti, a volte razionali ma molte volte irrazionali.
Serve, dunque, un accompagnatore sempre capace di creare uno spazio di accoglienza, che non sia solo neutrale e non giudicante, ma che risulti testimone autentico di una posizione di solidarietà morale. Un accompagnatore che non trascuri più quell’insieme di qualità profonde, quelle varietà della mente che attribuiscono significato alle esperienze di ogni uomo e che forniscono ad ognuno il senso delle azioni e della sua vita.