Il fabbro sta battendo forte, sono incandescente e non ho ancora una vera e propria identità o forma, tra poco scoprirò chi sono…ora il fabbro sembra soddisfatto ma…a cosa servo?
Dopo circa due giorni, mi ritrovo in un mercato, o meglio, nelle tasche di un mercante. Ora ho capito che sono una moneta e sono stata usata per scambiare della merce. Io e il mio proprietario ci stiamo dirigendo verso casa proprio in questo momento, lungo la trafficata Via Appia Antica, anche se ora così trafficata non è: abbiamo fatto tardi e la luce pian piano comincia a sparire lasciando una sensazione di timore nell’aria.
Un forte rumore, un gruppo di briganti ferma i nostri cavalli facendoli spaventare e, successivamente, scaraventandoci al suolo. Tutta la mercanzia ora è nelle loro mani, ma io scivolo dalla bisaccia del mio proprietario e rimango stesa al suolo accanto a lui. Con la notte arrivò anche il sonno eterno del mercante. Lo hanno poi ritrovato con me accanto e a me tocca il compito di essere posta sotto la sua lingua durante il rito funerario, ma sono ignara di ciò che avverrà dopo e non capisco questa strana usanza. “Cosa ci faccio qui? Non è la solita tasca, qua è caldo e umido”. Tutto sarà più chiaro alla conclusione del silicernium.
Senza sapere né come, né perché, ci ritrovammo in coda sulle rive di un fiume. L’atmosfera era strana e le persone che si trovavano lì erano spaesate. Ad un certo punto, una barca attraccò alla riva e da essa scese uno strano uomo che, tutto concitato, iniziò ad invitare i presenti a salire a bordo dell’imbarcazione. L’uomo, prima di ripartire, si rivolse alla nostra fila e in quel momento capimmo: egli non era altro che Caronte, il traghettatore di anime. Qual è il mio ruolo in questo regno dove le ombre danzano nella nebbia, il silenzio fa da padrone e le anime si spogliano perdendo tutta la loro essenza come se ricominciassero da capo? La mia esistenza prese una svolta inaspettata: grazie a me il mio proprietario può pagare Caronte per essere traghettato nel mondo dei morti. Io, come i miei simili, sono diventata una guida preziosa per il mio proprietario, così come le altre monete per tutti i defunti che vagano nell’Ade.
Io, la moneta, mentre continuo il mio viaggio attraverso le distese aride dell’aldilà, porto con me la speranza e la memoria di coloro che mi hanno tenuta tra le mani, rimango memore di viaggi e di vite e mi arricchisco ascoltando le loro storie travagliate. E anche se il regno dei morti rimane un luogo cupo e tenebroso, la mia presenza porta un bagliore di luce e speranza a tutti coloro che si avventurano tra le sue ombre.
Jasmine Annunziata, Benedetta Benà, David Canton, Rachele Carbonin
Studenti del Corso Patrimoni e Parchi archeologici tenuto dalla prof.ssa Rachele Dubbini – Corso di laurea Manager degli itinerari culturali (UniFe)